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Qualità dell’aria indoor e fattore Covid-19 negli ambienti lavorativi: le indicazioni ISS

Gestire gli ambienti di lavoro interni



Gestire gli ambienti di lavoro interni

Il Covid-19 è divenuto un elemento imprescindibile nelle considerazioni circa la tutela della salute dei lavoratori. A questo riguardo l’Istituto Superiore di Sanità ha stilato un rapporto, dedicando particolare attenzione proprio alla qualità dell’aria negli ambienti chiusi. Trattando di ambienti lavorativi, riporta azioni e raccomandazioni generali da mettere in atto giornalmente nelle condizioni di emergenza associate all’epidemia virale per il mantenimento di una buona qualità dell’aria indoor negli ambienti di lavoro. Segnala la necessità di assicurare un adeguato ricambio dell’aria in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale, aprendo con maggiore frequenza le finestre.

Aria indoor e riferimenti normativi

A livello normativo, l’indoor air quality è un aspetto trattato sia a livello europeo che nazionale. A partire dalle linee guida REHVA, Federazione delle associazioni europee per il riscaldamento, la ventilazione e il condizionamento dell’aria, che rappresenta oltre 120mila progettisti di impianti di riscaldamento, ingegneri edili, tecnici ed esperti in Europa. Nella sezione dedicata, l’ente pone all’attenzione della Commissione europea l’ampia gamma di effetti negativi causati dal deterioramento dell’aria indoor negli edifici europei. Al loro interno, le persone sono esposte a vari agenti inquinanti, che causano una vasta gamma di malattie come l’asma, le allergie e le malattie cardiache e molti altri problemi di salute minori. Un ambiente interno povero e una scarsa qualità dell’aria interna, in particolare, riducono anche la produttività, le prestazioni sul lavoro e l’apprendimento nelle scuole. Su questo ha stilato linee guida dedicate, e a proposito di raccomandazioni sul Covid-19 ha collaborato con l’ISS e l’associazione italiana AICARR per le raccomandazioni sopra citate.

Per quanto riguarda i riferimenti normativi nazionali, si parte dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro dove a proposito di microclima e di aerazione dei luoghi di lavoro chiusi si raccomanda, nei luoghi di lavoro chiusi, la necessità per i lavoratori di disporre di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di areazione. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori.

Anche la direttiva UE 2018/844, recepita dall’Italia lo scorso giugno, rileva l’importanza della qualità dell’aria interna: edifici più efficienti offrono maggiore comfort e benessere agli occupanti e migliorano la salute. Altrettanto importante è garantire un isolamento completo e omogeneo dell’edificio, oltre a provvedere al giusto fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti.

Fonte LUMI4INNOVATION



Pubblicato il 16/11/2020 in Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

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